Chi siamo

Il materiale presentato in questo sito è il frutto del lavoro di studio di un gruppo informale di persone ed enti accomunati da una sincera passione per la frutticoltura che hanno costituito una rete di scambio di materiale e conoscenze. Il nostro intento è quello di offrire al vasto pubblico tutte le informazioni utili a conoscere il patrimonio frutticolo del nostro paese, e di realizzare una banca dati con i profili molecolari per facilitare la loro identificazione. Inoltre verrà realizzata una banca dati con tutti i descrittori, ad uso dei collaboratori, quale base per studi di approfondimento su alcune varietà. 
Per questo è stato avviato da alcuni anni un progetto di descrizione analitica delle varietà presenti attualmente sul territorio nazionale, dando particolare spazio a quelle storiche e autoctone, in quanto meno conosciute. Le collezioni a disposizione per questo tipo di indagine al momento sono le seguenti: dell'Istituto Agrario di S. Michele all'Adige (TN), del Centro di Ricerche Agro-forestali di Laimburg (BZ), della Scuola Malva-Arnaldi (TO), del Parco della Burcina (BI), del Monastero SS. Pietro e Paolo (VB), oltre a quelle di diversi vivaisti che si sono dedicati alle vecchie varietà.

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Metodo di lavoro

Il lavoro di studio delle varietà presenti nelle collezioni sopra indicate si articola su tre livelli: descrizione pomologica; indagine molecolare (SSR); ricerca storiografica. Mentre la descrizione pomologica e la ricerca bibliografica procedono parallelamente su tutte le varietà, l'indagine molecolare per il momento viene svolta solo su alcune in base alle disponibilità economiche.

Descrizione pomologica

Data la mancanza di uno standard riconosciuto e condiviso da tutti gli autori, il primo lavoro svolto del gruppo di ricerca è stato quello di redigere una scheda pomologica analitica. Si è cercato di cogliere, attraverso il confronto con diversi pomologi, gli elementi più utili da tutte le schede pomologiche utilizzate nelle diverse pubblicazioni comparse in Italia negli ultimi anni per giungere a un risultato che potesse essere, se non condiviso in toto da tutti, almeno accettato dalla maggior parte. L’ultima revisione è stata fatta confrontandosi con la scheda pomologica redatta da Agroscope Changins-Wädenswil ACW e Vereinigung FRUCTUS (CH) al termine di un lungo e impegnativo lavoro durato alcuni anni proprio sulle vecchie varietà e varietà autoctone presenti sul territorio elvetico. Per permettere l'interscambio di dati con ACW il database è stato strutturato con i descrittori da loro proposti, integrati da altri ritenuti dal nostro gruppo significativi. Si sono così definiti quasi 240 descrittori, di cui una parte obbligatori, che possono diventare uno standard in quanto già utilizzati in più paesi.
Un altro lavoro svolto nella redazione della scheda pomologica è stato quello di oggettivare i parametri pomologici individuando intervalli di valori corrispondenti ad ogni livello di espressione. Questo per ridurre lincidenza soggettiva nella valutazione di alcuni parametri. Sono stati cercati quindi dei rapporti dimensionali per diversi descrittori. Per valutare ad esempio la profondità della cavità peduncolare è stato preso in considerazione il rapporto profondità della cavità peduncolare / altezza del frutto. Questo rapporto permette di avere una parametrizzazione più oggettiva dell’impressione visiva data dalla profondità della cavità peduncolare.
Nelle schede descrittive delle diverse varietà verranno riportati non solo i livelli di espressione, ma anche i valori medi dei diversi parametri, per permettere una trasposizione in base ad altre scale o criteri valutativi. Questo per consentire il confronto con altri lavori che si basano su schede pomologiche differenti.

Profilo genetico

Uno strumento messo a disposizione della pomologia dall’innovazione tecnologica sono i marcatori molecolari. Essi sono oramai ampiamente utilizzati per distinguere gli individui originati da seme in molte specie vegetali e per lavori di corrispondenza varietale nelle specie propagate per via vegetativa, come per es. da molti anni in vite. Per quanto esistano numerosi marcatori del DNA del melo, la loro applicazione allo scopo di discriminare le numerose cultivar non è molto diffusa.
Diverse prove sono state effettuate per individuare un set minimo di marcatori a sequenza semplice ripetuta (SSR) che permetta di ottenere un profilo in grado di fornire indicazioni in casi di omonimia (varietà geneticamente diverse ma che portano lo stesso nome) e per rafforzare le ipotesi di sinonimia (varietà con nome diverso ma geneticamente identiche).
Trattandosi di un approccio piuttosto impegnativo e quindi costoso, dato che richiede la disponibilità di un laboratorio attrezzato e di personale esperto, l’intento sarebbe quello di generare un profilo genetico minimo per un numero elevato di accessioni di germoplasma di melo per poi sviluppare degli approfondimenti su casi specifici di maggior interesse. 

Ricerca storiografica

Un altro aspetto importante è quello storico, si tratta infatti spesso di varietà che possono vantare una storia secolare. Si è quindi dato rilevanza al confronto con quanto riportato dalle pomologie del secolo scorso che avevano un taglio normalmente più globale, anche se a volte meno oggettivo.
Si è anche cercato di confrontare i risultati con quanto riportato da pubblicazioni straniere per verificare gli areali di diffusione e la presenza di differenze in questi. Conoscere la storia della diffusione di una varietà non è solo una questione di erudizione, ma può fornire utili indicazioni sugli ambienti ottimali di una varietà (quota, fabbisogno di freddo, ecc.), e su altri aspetti colturali.

Elenco testi usati

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Gruppo di lavoro

Attualmente questa rete informale di collaborazione è promossa e coordinata da fr. Claudio Soldavini osb, monaco del Monastero benedettino dei SS. Pietro e Paolo (Germagno - VB). Tutti coloro che volessero offrire il loro contributo a questo progetto possono farlo consultando la sezione Collaborazioni.
Ricordiamo di seguito le persone che attualmente stanno collaborando a vario titolo e i cui contributi troverete indicati nelle schede pomologiche.

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Osservatori:

Enti

Prof. Enzo Melegari

Istituto Agrario Statale F. Bocchialini (Parma)

Leonardo Foscal Mella

Parco della Burcina (Biella)

dr. Pierluigi Magnago

Istituto Agrario S.Michele all'Adige (S.Michele all'Adige - TN)

Claudio Soldavini osb

Monastero SS. Pietro e Paolo (Germagno - VB)

Vivaisti

Claudio Caramellino

Melamangio in Monferrato (Odalengo Piccolo - AL)

Enrico Covolo ed Anna Ferro

Il vecchio melo (Grignasco -NO)

Francesco Omezzolli

Vivai Omezzolli (Riva del Garda - TN)

Bartolomeo Gottero

Vivaio Bartolomeo Gottero - Collezioni Varietali Antiche (Alpignano - TO)

Privati

Giuseppe Sommatis

Gruppo Geopomico Biellese

Luigi Cattini

Chimico

dr. Stefano Tellarini

Agronomo - Libero professionista

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Revisori:

prof. Antonio Bergamini

dr. Michelangelo Policarpo

Vivaio “Federico Paulsen” (PA)

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Altre collaborazioni:

Consulenze analisi chimiche

dr. Enrico Lolla

Chimico

Controllo testi

Liana Isabella Mingozzi

Insegnante

Aggiornamento cataloghi bibliografici

Ugo Baccin

Il Perograno servizi (Lonate Pozzolo - VA)

Alessandro Locati

Il Perograno servizi (Lonate Pozzolo - VA)


Invitiamo tutti coloro che vogliono collaborare a contattarci.

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